zedla zone


ARREDAMENTI
maggio 9, 2007, 1:22 pm
Filed under: Uncategorized

Arrivò puntuale, terzo piano di un palazzo affacciato su un mare di palazzi e una piccola piazza parcheggio. L’odore del brodo di gallina le entrò nel naso, si avvicinò allo zio e gli diede un bacio sulla guancia. Sapeva quello che avrebbe dovuto fare. Si misero a tavola e lentamente prosciugarono la minestra calda dai piatti, poi lei iniziò il suo discorso mentre lui, con occhi dolci e malati la ascoltava. Gli disse tutto, filo per segno, e mentre parlava buttò l’occhio sul soggiorno pensando a quali poltrone portarsi subito a casa e a come posizionarle. Sua madre era stata chiara: era meglio così.

poltrona.jpg

Lo accompagnò sul terrazzino e gli disse di lasciarsi andare, senza paura. Si protese in avanti e si staccò dal pavimento. Fatto. Adesso tutto quello che era dello zio diventava suo. Chiamò la madre, preoccupata che il vicino di casa potesse aver visto qualcosa. La rassicurò, c’era una macchina bianca pronta ad aspettarla, direzione Bologna.

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3 commenti so far
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Bologna eh? Pare che tutte le strade o meglio le strade di tutti portino lì.. stranezze! Ma era proprio necessario far fuori lo zio per due poltrone? Ok, la domanda potrebbe non essere pertinente. La mia idea è che l'”egli/ella” vada lì per farlo buttare giù, perché tanto eè malato e stanco e per di più ingollato d’insipido brodo di gallina, ma.. ma perché non poteva lasciare ogni cosa senza farsi fuori? Sono perplessa.. ci penserò su, magari digiterò un altro commento più tardi..

Commento di cruna

Non lo so, sono sconvolta anch’io da cosa genera la mia mente mentre dormo!
Tornando a casa da lavoro, stasera, stavo pensando che una storia non deve iniziare con il “c’era una volta” e non deve terminare con un “the end”… altrimenti sarebbe scontata. Il bello è poter trovare, in una storia, quello che cerchi.

Commento di zedla

Trovare quello che cerchi.. questa frase me la dice sempre una mia amica, ma lei non si riferisce alla “letteratura”. Comunque, senti un po’, che cosa ha generato la mia mente malata, mentre dormivo (sogno in terza persona, è normale?): Appena uditi i passi sulle scale, aprì gli occhi e stese in allerta. I passi si avvicinavano alla sua porta. In un impeto di terrore si alzò, traendo da sotto il cuscino la sciabola araba regalatagli nel pomeriggio, a cui non aveva ancora saputo trovare un posto consono, corse all’ingrasso, aprì la porta e senza vedere chi fosse l’incauto e notturno avvento gli mozzò la testa in un sol colmo. Poi richiuse la porta e tornò a dormire, sereno.
La storia non so perché ma so che si svolge in una piccola cittadina dell’india centrale… mi rendo conto c’è da restar perplessi.
Conosci “narrazioni maltese” (o qualcosa del genere, in questo momento non ricordo) sembra essere un sito interessante.. A presto. Cruna

Commento di Crù-Leelou




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