zedla zone


HIT
aprile 30, 2006, 5:25 pm
Filed under: Pensieri

E si conferma al primo posto della categoria “Le cose che odio” l’IPOCRISIA, a seguire l’INVIDIA.

La prima colpisce come un pugno nello stomaco tra incredulità e amarezza, la seconda è subdola e porta a compiere e a dire cose inconcepibili a mente lucida.



AIAIAI OH MY PC I LOVE YOU
aprile 28, 2006, 10:03 pm
Filed under: pc

MA CHE BEL VENERDì CHE HO TRASCORSO…ECCO IN ELENCO GLI EFFETTI DEL PC…IO AGGIUNGO LO SVARIONE E L’IMPAPPOLAMENTO…

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Radiazioni

Le parti soggette a conduzione di corrente elettrica possono generare dei campi elettromagnetici. Nei monitor questi campi si generano principalmente nelle bobine dei magneti al collo del tubo catodico. L’esposizione alle radiazioni nasconde dei rischi per la salute come p.es. disturbi della frequenza cardiaca e, è possibile, anche un’aumentata esposizione al rischio di tumori. Per questo motivo l’irraggiamento dovrebbe essere il minore possibile. I monitor con il contrassegno “TCO 99”garantiscono al momento gli standard migliori.

Non so com’è il mio monitor, provo a toccarmi comunque le controtette chissà che mi porti bene…

Materiali tossici e nocivi

Due gruppi di materie sono particolarmente pericolosi per l’ambiente e per le persone. Gli uni sono i metalli pesanti come piombo e cadmio che si trovano negli accumulatori, nella schermatura contro i raggi Röntgen (X) dello schermo, nei tubi illuminanti dello schermo e nelle saldature dei circuiti stampati.Gli altri sono gli ammorbidenti della plastica e le vernici ignifughe alogenate. Essi sono costituiti da prodotti chimici che contengono bromo e cloro che vengono aggiunti ai circuiti stampati, alle componenti elettroniche ed alle plastiche. Il loro compito è quelli di impedire il pericolo di incendio in caso di surriscaldamento della macchina. Però, a causa dello sviluppo di calore dei monitor, possono essi stessi, alla normale temperatura d’esercizio del computer, liberarsi nell’aria e causare così possibili problemi di salute.

Perfetto ci sono!

La vista

Il lavoro allo schermo sovraccarica ed alleggerisce l’occhio in egual misura. Una normale giornata di lavoro al computer richiede da 12.000 a 33.000 movimenti dellatesta e dell’occhio fra schermo, tastiera e documento e da 4.000 a 17.000 reazioni della pupilla. Allo stesso modo, il vostro campo di percezione visiva si sposta quasi sempre alla stessa distanza, con le medesime angolazioni e sugli stessi oggetti.L’occhio si stanca rapidamente se deve sopportare spesso grandi differenze di luminosità nel quadro dell’immagine centrale del campo visivo. Già dopo due ore di lavoro ininterrotto allo schermo, si possono verificare nell’occhio riduzioni della messa a fuoco, disturbi nella percezione del colore e della capacità diadattamento ed accomodamento.

E se ci sto tipo dalle 10 alle 14 ore?



RIVISITAZIONE 2_RARAMENTE
aprile 26, 2006, 1:13 pm
Filed under: scritte a capo

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Dagli occhi prendo luce

e ritaglio sul soffitto cielo aperto.

Bagliori di un attimo

e nulla ha più valore.

Solo meraviglia bambina.



rivisitazione1_TU SEI
aprile 26, 2006, 1:12 pm
Filed under: scritte a capo

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Tu sei
la notte che non dormo

e le distanze si allungano

fra le pieghe del mio letto.



tanzania diario agosto 2003
aprile 17, 2006, 11:40 am
Filed under: Viaggi

afrika capanne.jpg

Autobus,capre, macchine, furgoni, mucche, carretti, un traffico pazzesco, ma le impalcature dei muratori…quelle sono la cosa che più ci ha impressionato, erano pali storti di legno e sembrava di navigare fra le palafitte…Palazzi nuovissimi e palazzi un po’ più vecchi, cinema, negozi e baracche, tante baracche, e tra le baracche e le ville, c’era forse un metro di “niente”…Che dire della strada sterrata? Era meglio viaggiare a stomaco vuoto e sperare d’ essere stanchi a tal punto di prendere sonno ugualmente!Ma dove finisce l’asfalto, inizia l’ Africa!Quello che avevamo visto prima, era forse soltanto una “strana” copia del nostro mondo, importato con gli anni e le conquiste europee. L’ Africa inizia quando compaiono le prime capanne fatte di sterco e paglia, quelle dei Masai, l’etnia che sembrerebbe la più conservatorista e tradizionalista, anche se contaminata in fondo pure lei.L’ Africa è quando la gente lungo la strada comincia a sventolare in aria la mano gridandoti “ciao”!…E venti giorni non sono bastati per portare a termine tutti lavori, anche se ci siamo andati molto vicini. La collaborazione fra di noi è stata grande ed è capitato così che l’ idraulico mettesse i pavimenti, le cuoche imbiancassero e i falegnami piantassero chiodi sul soffitto per tutto il giorno, in mancanza del trapano elettrico. Mal di schiena o no, non si poteva perdere tempo, lì dove gli orologi, graziosi soprammobili, sono fermi. Al nostro lavoro si unirono diversi operai del posto, che arrivavano il mattino presto, dopo aver percorso chissà quanti km a piedi (lì le distanze sono davvero grandi ma non fanno paura), alcuni erano cristiani, altri mussulmani, tutti parlavano in Swaili e così scoprimmo che questa è una lingua che ha radici latine e molte parole somigliavano alle nostre. Ma chi fra noi proprio non riusciva a farsi capire si spiegava a gesti o ricorreva alla classica risata e pacca sulla spalla. Ad un certo punto anche il dialetto veneto andava benissimo!…Di malaria ci si ammala solo dopo essere stati punti da una zanzara infetta e il contagio fra esseri umani non è poi così immediato. Quindi, e sembrerebbe assurdo, se di Malaria ci si deve ammalare, è meglio se capita durante il viaggio, evitando così almeno le quarantene.

…Durante la permanenza ogni tanto ci prendevamo qualche pomeriggio di pausa e così andammo ad assistere alla celebrazione di un matrimonio ai quali seguirono i battesimi comunitari. Un’ altra volta invece andammo al mercato, dove vendevano più che altro scarpe (usate), vestiti e radioline. La cosa strana era che la gente iniziò a seguirci per vedere cosa facevamo e quando avevamo raggiunto il fuori strada non c’era nessuno che non stesse guardando dalla nostra parte.

…Per strada incontravamo donne con le classiche ceste in testa, trabordanti di banane o di panni lavati al pozzo, spesso invece potevamo notare come le biciclette funzionassero da automobili in quanto riuscivano a trasportare un’ enorme quantità di rami, o secchi d’ acqua. Di sicuro correre in bicicletta non era consigliabile, date le strade così accidentate!
Anche alla polvere ci si deve abituare in fretta, non è evitabile, a meno che non si viaggi con un super modello di fuori strada con l’aria condizionata.
…Eppure la loro vita, pur essendo veramente tranquilla, non è sempre facile, di mangiare ne hanno, ma mai in più. I loro lavori vanno dalla pastorizia, alla coltivazione o alla produzione di mattoni di fango. Abituarsi a vivere con poco li induce a meravigliarsi di ricevere un piccolo dono. Non abbiamo mai visto bambini litigare o fare i capricci. C’era molto silenzio, gli odori invece erano più forti e noi non ne eravamo abituati. Siamo molto più abituati al frastuono!



ALLONTANA DA ME QUESTO CALICE…VOMITO.
aprile 15, 2006, 5:42 pm
Filed under: Pensieri

Mi sento propensa all’utilizzo di metafore e richiami pasquali in questo periodo pasquale per l’appunto…

Ieri sera seratona, dormito niente, stamattina sveglia presto per incontro di lavoro. Devo ricordarmi che non ho più il fisico per fare certe cose. Ero convinta di concludere la mia serata in un orario decente e invece mi son lasciata coinvolgere dal duo di pazzi furiosi in visita nel ricco nord-est …Ho detto no fino a quando era il momento di scegliere in quale auto salire, quella di Moira alias Onira che mi riportava a casa, o quella di Luca che mi portava a sciogliere le ore prima dell’alba a ritmo di musica.

Ho scelto la seconda e anche se oggi è stata una giornata a letto dico che ne è valsa la pena.

La cosa bella è stata guardare il panorama da casa mia alle cinque di mattina, tirando fuori tra una stronzata e l’altra pure qualche conoscenza storica medioEvale.

La cosa bella è che se andavo a letto presto non avrei potuto ridere come stanotte e come oggi pomeriggio ripensandoci.

La cosa bella è che anche una piccola scelta come quella di stanotte, nel suo piccolo mi cambia un po’ le cose…poco poco…ma è importante.

La cosa bella è che la prossima volta ci ricado…



TAGLIO NETTO, NE’ SE NE’ MA
aprile 12, 2006, 5:39 pm
Filed under: Pensieri

Oggi ho fatto una follia…per restare in tema…
Ho tagliato i capelli, pensavo di spuntarli ma già mentre ero in macchina per raggiungere il salone ho iniziato a ragionare sulla possibiltà di un “taglio netto”. Infatti ha tagliato di brutto. Sono cortiiii!!! Però mi piace, come mi piace anche cambiare ogni tanto. Credo di aver avuto molto coraggio oggi, sicuramente qualche anno fa non avrei mai fatto una cosa del genere. Mi rendo conto che un po’ alla volta sto abbandonando la famosa via di mezzo (tipica delle persone sagge e tipica inoltre del segno della bilancia). Mi è sempre pesata la via di mezzo perchè non è incisiva. Credo sia più giusto “rasarmi” la testa se voglio farlo e non rinunciare perchè magari a qualcuno non piace. Credo sia più giusto prendere una posizione netta nei discorsi con le persone, che tentare di equilibrare anche quando non è possibile. Per troppo tempo ho fatto da mediatrice in tutte le cose e mi sono stancata. Forse adesso sono anche più pronta per un salto di qualità, forse mi è servito crescere un po’ di più per prendere sicurezza e iniziare a sbattere le ali come voglio io…
Un po’ di aggressività non guasta in questa savana.