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Sto scrivendo una lista con tutti i titoli di libri che ho letto dall’adolescenza ad adesso (inutile? sia mai che li leggo due volte). Escludo i testi universitari e i fumetti. Non arrivo a 100, mi manca poco, probabilmente mi sono persa qualche titolo per strada. Mi rendo conto di avere delle lacune pazzesche e dovrei mettermi a tavolino ed impegnarmi nella lettura di certi testi che non ho mai avuto il coraggio di affrontare.
Non credo che 100 sia un numero alto, anzi… Sarebbe fantastico riuscire a leggere un libro al mese.
Un libro è molto più di una storia che inizia e finisce con l’ultima pagina. Un libro è quello che vivo mentre lo leggo ed è quello che mi rimane anche dopo.
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Gli extraterrestri non ci vogliono conoscere perchè dai noi hanno poco da imparare. I nostalgici, fra loro, magari ci studiano per capire l’evoluzione della specie.
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L’oriente è ricorrente.
Penso che i cartoni animati giapponesi siano fatti per gli adulti. Me li riguarderei tutti.
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“Da me ci sono due porte, una per entrare e una per uscire. Rigorosamente divise. Dalla porta d’ingresso non si può uscire e da quella d’uscita non si può entrare. Tutti seguono questa regola. Possono variare le modalità, ma tutti finiscono per andare via. C’è chi è andato via per sperimentare nuove possibilità, chi per risparmiare tempo. Qualcuno è morto. Fatto sta che non è rimasto nessuno. Tranne me unico superstite. La loro assenza è sempre con me. Le loro parole, i loro respiri, i motivi canticchiati a bassa voce, aleggiano come polvere negli angoli di casa mia”.
Sto leggendo H. Murakami “Dance dance dance”
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Visto che la casella di posta non vi funziona vi scrivo da quì. Ho cercato delle immagini del gatto d’oro porta fortuna e ne ho trovate alcune. Impossibile che non l’abbiate visto in giro! Si trovano anche nei supermercati cinesi ma vuoi mettere se lo prendete dalla Thailandia?
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Compravo Cioè di nascosto da mia madre, avevo il sospetto che non avrebbe moralmente gradito. Infatti quando sgamò svariati numeri dentro al cassetto della scrivania (che genio) mi chiese: Ma ti compri Cioè? Ma no è solo perchè devo fare una ricerca a scuola. Molto credibile, talmente credibile che il giorno dopo scattò l’abbonamento con Primavera (del quale non esiste nemmeno una diapositiva da proporre). Mensile puritano dove l’unica cosa eccitante era la foto del cantante di turno, cari anni ottanta.
Ma mia madre non sapeva che io, insieme alle mie sorelline, andavo a vedere la televisione nella camera dello zio e mi guardavo Primavera la telenovela sudamericana (della quale non esiste nemmeno una diapositiva da proporre). La protagonista ad un certo punto diventò una suora.
Che palle, sempre nel più bello…
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Quando di notte ho sete non mi sveglio per alzarmi per andare a bere. Sogno direttamente fiumi di acqua. Poi al mattino ho una striscia di velcro in bocca.
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La biblioteca era poco distante. Inforcò la sua bmx e percorse le solite stradine, tra campi e asfalto. Allo stop si fermò e notò che per terra le foglie si muovevano in una maniera strana, c’era una specie di vortice che ne spazzava una metà in avanti e una metà verso di lei, come se una linea dritta ed immaginaria avesse diviso il fogliame in due sezioni e le respingesse.
Poco dopo vide passare un uomo, sulla settantina, che abitava in quella zona.
Restituì “Bambi”. Lo doveva leggere come compito per le vacanze e doveva anche scrivere una scheda con i dati della lettura. Era arrivata a pagina 20 e non ne poteva più, che gusto c’era per una ragazzina di prima media leggere un libro per bambini conoscendone già il finale?
Scopiazzò il riassunto dal retro del libro, aveva cercato nelle enciclopedie ma Bambi non esisteva e internet era ancora una brutta bestia. Inutile dire che il prof. Onofrio se ne accorse e ne fu molto deluso, inutile dire che a lei questo fece molto molto male. Non è inutile dire che quel vecchio era morto tre giorni prima.
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Suona la sveglia. Apro gli occhi. E’ buio. Li chiudo. Li riapro. E’ buio come prima. Intanto la sveglia strilla e spegnendola guardo l’ora: 8.25 a.m.
E’ lunedì mattina e il sole oggi non è sorto. Non ne aveva voglia. Mi alzo con questa tragedia per l’umanità sulle spalle e mi vesto.
Suona la sveglia. Era solo un brutto sogno.
Fiù….
E se un giorno x il sole decidesse di starsene a letto?
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Stavo maneggiando la scatola di legno che contiene il Porto e pensavo ad un suo possibile utilizzo: mio cugino mi consigliava di metterci dentro i trucchi ma la trovo un po’ scomoda, le musicassette (?) non ci stanno e comunque non ne avrei, di cd non se ne parla, troppo voluminosi, i floppy forse ci stanno.
I floppy… Me l’ero completamente dimenticato: non li producono più da un paio di settimane! Basta, finito. Mi fa strano e mi dispiace. Fuori produzione, sei inutile, non ti vogliamo più. Io ne ho ancora uno incastrato dentro al pc, un giorno lo porterò al mercatino dell’antiquariato dove proprio oggi ne ho visti esposti e mi hanno fatta sentire molto vecchia.








